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Facciamo festa! I Matsuri

I Matsuri sono feste, o festival, che si festeggiano in Giappone durante tutto l’anno, ma come da noi in Italia, il periodo più ricco di Matsuri è l’estate!

La differenza rispetto alle “sagre” nostrane è che sono sempre corrispondenti ad un evento religioso accompagnato da una cerimonia. Lo scintoismo è la “religione” autoctona del Giappone ed è strettamente legata alla coltura del riso, per cui moltissime cerimonie coincidono con i giorni in cui cambia un ciclo nella coltivazione del riso, in quei giorni uomini e Kami si incontrano e rinnovano nuovamente la loro promessa.
È una promessa molto antica quella tra Kami e giapponesi, iniziata per far sì che lo spirito non scatenasse la sua ira sui raccolti in cambio di un tenero accudimento umano, che va dalle offerte di sakè, a riti purificatori, a veri e propri banchetti con lo spirito stesso.
Durante il Matsuri perciò, il Kami, ovvero lo spirito che dimora nel tempio (di solito il principale della città relativo al determinato Kami), può uscire, prendere parte alla cerimonia e andarsene a spasso per la città portato a braccia da volontari che svolgono la funzione di trasportare il ricettacolo dello spirito, posto all’interno di un mini tempio, in processione lungo un percorso stabilito.

Ma il Giappone è un luogo ricco di magia ed è così affascinato da essa che tramanda generazione dopo generazione anche festività non legate ad un Kami specifico, ma che ricordano una storia antica. Il Giappone ha bisogno di riti e rituali, di processi materiali o spirituali, codificati, canonizzati e gelosamente tramandati.
Questo potrebbe farvi pensare che il Giappone sia tradizionalista e per questo limitato, impantanato in un immobilismo antico e reiterato, eppure riesce a mantenere il contatto con la sua antica identità pur arricchendola con nuove sfaccettature, date, per esempio, dalla loro abilità nel progettare e costruire nuove tecnologie, una tra tutte la robotica. il Giappone è capace di integrare, di permettere al nuovo di sedere pacificamente accanto al vecchio, generando armonia nell’incontro tra opposti contrastanti.

Così i Matsuri sono sempre gli stessi, e sempre nello stesso modo, più o meno, si vivono. È tradizione, per esempio, indossare lo yukata, ovvero il kimono estivo di cotone, e per quanto i tempi e la moda abbiano cambiato in parte anche gli abiti tradizionali, la maggior parte delle ragazze e buona parte dei ragazzi lo indosserà per questo evento. È un po’ come un salto nel passato, un dolce revival.
Allo stesso tempo giochi e bancarelle di cibo tradizionale invadono l’area adiacente al tempio o lo spazio dedicato alla festività.

E per finire, il momento tanto atteso, i fuochi artificiali a terminare la serata. Il termine giapponese per i fuochi artificiali è hanabi, letteralmente fiori di fuoco, così emblematici della cultura giapponese. Splendidi, scintillanti meraviglie, destinate a durare solo un battito di ciglia. Ed ecco che ritorna la sensibilità giapponese che ri-scopre la bellezza della vita attraverso la sua fragile caducità.

I Matsuri sono eventi importanti che costellano le notti estive, portano con loro allegria e speranza, quella tipica che germoglia in estate, quel brivido che corre sotto la pelle quando sai che il meglio deve ancora arrivare, e che ogni possibilità è lì, che attende solo di essere colta.

Vi consiglio caldamente di partecipare ad un Matsuri se, andando in Giappone, doveste incapparci.

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