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Buon Natale! メリークリスマス

Una via di Tokyo addobbata con le luminaie. Sullo sfondo la Tokyo Tower

Per cominciare Buon Natale a tutti!
Il Natale è sempre un periodo speciale ed ormai sono molti i paesi nel mondo che lo festeggiano, seppur con delle differenze.
In tutto questo il Giappone non fa eccezione ^^

Ma vi vorrei raccontare un po’ per bene come e quando il Natale è approdato nelle terre dei giunchi mossi dal vento (cit. Kojiki).
Tutto cominciò durante gli anni di occupazione americana dopo la sconfitta del Giappone nel secondo conflitto mondiale. Vorrei precisare che quegli anni, che andarono dal ‘45 al ‘52 ebbero un grandissimo impatto sulla cultura giapponese ed ancora oggi possiamo vederne gli effetti.
Durante gli anni di occupazione appunto, i giapponesi ebbero per la prima volta un contatto di massa con la cultura occidentale ed americana, non edulcorata e giapponesizzata. Per la prima volta ogni abitante di Tokyo o altre città maggiori si trovava a doversi relazionare per forza con i gaijin americani e la loro chiassosa cultura.
Sebbene non fosse la prima volta per i giapponesi, prima di allora i contatti con l’occidente erano stati costanti si, ma riservati ad una certa cerchia di persone e a certi luoghi in particolare. Durante il 1600 circa il Giappone conobbe una grande quantità di conversioni verso il Cristianesimo, ed ovviamente lo scopo delle conversioni era quasi sempre politico e non dettato da un atto di fede genuino, inoltre il messaggio del Cristianesimo era considerato pericoloso e potenzialmente sovversivo in un modo molto gerarchico e rigido (ma di questo ne parlerò in seguito); per questo il Cristianesimo perse seguaci dopo le persecuzioni ed i riti ad esso legato finirono per non essere mai seguiti.

Ma a ben 300 e più anni di distanza, tra gli umidi golden gay, bui e grigi nelle notti invernali, giungono ormoni americani che installano luci colorate ovunque, fanno baldoria e si scambiano regali.
Questo è effettivamente il messaggio che passa.
Ma i giapponesi, come sempre, adottato e riadattano ciò che li incuriosisce e lo fanno loro. Così imitando i coinquilini americani hanno creato una loro tradizione, fatta di piatti tipici e convenzioni.
Ecco che come cena tipica spuntano le ali di pollo fritte, si, in origine quelle del KFC, tanto che l’anziano, simbolo del nome della ditta, fu scambiato per Babbo Natale per molto tempo.
E per finire una torta. Non si capisce bene perchè, ma una torta ci sta sempre. I giapponesi vanno pazzi per la pasticceria occidentale!
Tradizionalmente la sera della vigilia si mangia la Short Cake, o almeno loro la chiamano così (e magari si chiama così davvero), è la tipica torta con panna e fragole.

Eppure non è tutto, la cosa più straordinaria è il romanticismo che permea le città, invase di luci a creare un’atmosfera magica, che invoglia le persone a trascorrere teneri momenti con la propria anima gemella. Se si è soli alla vigilia di Natale si cerca di essere invitati ad una festa per single a scopo conoscitivo o magari si approfitta dell’atmosfera per dichiarare al proprio innamorato il proprio amore, sperando in una risposta positiva.

Non ha nulla a che vedere con la Cristianità e la nascita di Gesù, ma anche per loro è una data speciale e si tende a fare un regalo, sicuramente al partner, a volte agli amici, difficilmente in famiglia, anche se l’avvento (ormai datato) del consumismo ha spinto anche questo popolo nella corsa all’acquisto.

Comunque deciderete di passare il vostro Natale, che sia a messa, con Babbo Natale o in coppia, sarebbe bello se riuscissimo a ritagliarci un momento per stare da soli. Per ripulire un po’ intorno a noi e fare spazio a tutto il nuovo che arriverà, cominciando dai regali per finire con ciò che dentro di noi si voglia lasciare andare, magari una brutta abitudine o anche qualcosa di più materiale.
Sarebbe bello se facessimo i regali credendo davvero in un Babbo che ci dice che a volte vale la pena fermarsi e dedicare un po’ del nostro tempo per capire di cosa i nostri cari avrebbero davvero bisogno.
So bene che spesso si desidera ciò che non si può comperare, ma è un piccolo gesto che dovrebbe insegnarci a guardare di più gli altri, a cercare di capirli, perchè tutti, anche il collega o il compagno di scuola non troppo simpatico possono insegnarci qualcosa. Ed ognuno di noi e di loro ha una storia, magari nascosta, che va rispettata.

Ed ora Buon Natale! Che possa regalarvi felici ricordi con chi amate!

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