
Il terzo giorno del terzo mese in Giappone, dall’epoca Edo in poi, si festeggia lo Hina Matsuri, una celebrazione che riguarda le bambole e, collegate ad esse, le bambine.
Dopo l’adozione del calendario gregoriano si è deciso di fissare la data al 3 marzo, originariamente infatti nel calendario giapponese (cioè quello cinese) era leggermente diversa la suddivisione mensile e ruotava attorno alla coltura del riso e quindi alle varie fasi legate alla sua crescita.
Durante questa festa si adornano le bambole con fiori di pesco o pruno, proprio perchè in questo periodo dell’anno questi alberi sono in fiore, socchiudendo la porta alla primavera; come la maggior parte della festività giapponesi, anche lo Hina Matsuri è legato ai fiori e al significato simbolico che essi ricoprono. Sta ricominciando un ciclo, la natura si sveglia e non solo lei…
Ma cosa si fa durante lo Hina Matsuri?
Si allestisce uno spazio, a gradoni, dove si espongono un insieme di bambole dette hina ningyo, letteralmente bambole di forma umana, che rappresentano una corte di epoca Heian.
Perciò nel primo gradone troviamo le bambole raffiguranti l’Imperatore e l’Imperatrice, essi posso tenere in mano vari oggetti, come, rispettivamente, un bastone o un ventaglio.
Per chi ha spazio e tempo, la corte può essere completata maggiormente, posizionando, nei gradoni inferiori, altre bambole raffiguranti le dame di compagnia dell’Imperatrice, ancora sotto troviamo i musicisti (per lo più muniti di tamburi o un flauto), poi ancora i servitori, gli arredi e gli utensili. Insomma una vera e propria mini rappresentazione di ciò e di chi componeva la vita di corte nel periodo Heian.
Ma perchè si esibiscono queste bambole, qual’è lo scopo?
Ci sono varie teorie a riguardo, alcuni sostengono che servisse ad insegnare quale fosse il futuro ruolo delle bambine festeggiate in questo giorno, che infatti augura salute e felicità coniugale a tutte le figlie femmine della casa nella quale si esporrà la corte di bambole.
Altre famiglie in alcune zone del Giappone completano lo Hina Matsuri lasciando andare le bambole lungo il fiume, in piccole imbarcazioni di legno, questo perchè si pensa che gli spiriti maligni seguissero le bambole e si potessero così allontanare dalla casa e dalle bambine.
Eh si, perchè a primavera si “svegliano” anche gli spiriti maligni, non solo quelli appartenenti ad un mondo altro, ma anche quelli scaturiti dalla malvagità dell’animo umano.
In epoche Heian, quando presumibilmente nacque lo Hina Matsuri erano frequenti le morti alla corte per colpa di spiriti maligni, che nella brama di vivere ancora si impossessavano dei corpi di giovani e belle principesse fino a portarle alla morte.
Ma la gelosia per le belle principesse, magari le predilette dall’imperatore non era affare solo di spiriti maligni, ma anche di altre dame, che all’ombra delle cortine di bambù invidiavano le loro compagne più famose o più belle. Questi sentimenti persistenti e potenti riuscivano ad addensarsi in uno spirito che calava sulle vite delle fanciulle invidiate portandole alla rovina e spesso alla morte.
Troviamo esempi di questo tipo e di quanto fosse accettato nell’immaginario sociale giapponese dell’epoca, per esempio, nel Genji monogatari dove per prima, ma non ultima, sarà vittima di questi spiriti invidiosi la madre del protagonista, Genji lo splendente.
Allora ecco che entrano in scena la bambole, per confondere e stuzzicare gli spiriti cattivi, di ogni natura, ad avventarsi famelici su un corpo simile e assai più semplice da conquistare rispetto a quello delle principesse in carne ed ossa. E allora splendide bambole venivano ghermite e catturate dagli spiriti e poi allontanate dalle dimore.
Tutto ciò per allontanare o comunque annullare gli effetti malefici di spiriti erranti o di invidie a corte che, ahimè, non risparmiavano neppure gli uomini.
(Prossimamente disponibile il racconto sul Kami protettore dello studio che meglio spiegherà a cosa portava la malignità e la superstizione nella corte imperiale).
Infatti il rito per la celebrazione del Matsuri prevedeva anche, in epoca Heian, un gesto purificante per l’imperatore, il cui corpo veniva sfregato con fantocci fatti di specifiche erbe, allo scopo di purificarlo e prevenire quindi malattie o possessioni.
Ancora oggi infatti è di incredibile importanza rimuovere il 4 marzo tutta la corte di bambole, poiché altrimenti le figlie non si sposeranno o avranno molte difficcoltà a trovare la felicità.
Credo che la diffusione di questo Matsuri sia nata quando, terminati i periodi bellicosi, in uno stato in pace con un benessere del ceto medio crescente, appunto in epoche Edo, molte famiglie volessero, per dimostrare il proprio lustro, imitare le usanze di corte, aprendo così le porte alle bambole nelle loro case.
Non dimentichiamo che in Giappone, come in Italia, le feste sono ottime occasioni di aggregazione e ci si diverte di più se in compagnia si possono sorseggiare bevande ed assaporare piatti tipici legati ai particolari giorni di festa. Per lo Hina Matsuri infatti si beve l’amazake, un sakè dolce analcolico, accompagnato dagli arare, degli snack di riso conditi con salsa di soya per poi gustare lo Hishimochi, un dolce a base di riso appositamente preparato per questa festa composto da tre strati di diversi colori, il verde per simboleggiare la primavera e la rinascita naturale, il bianco per la purezza delle fanciulle ed il rosso che aveva il valore simbolico di allontanare gli spiriti maligni (è infatti il colore del kimono delle sacerdotesse) ed inoltre ricorda la passioni indomite insite nei cuori delle fanciulle non sposate e quindi non ancora “controllate” dalla forza del marito (eh sì, i giapponesi sono un po’ maschilisti…).

Anche noi possiamo decidere, per il prossimo anno, di esporre la nostra piccola corte, per prepararci all’arrivo della primavera ed al risveglio di tanti sentimenti e desideri, oppure possiamo, serbando nel cuore queste conoscenze, prenderci un minuto per scegliere di essere più onesti e meno invidiosi, di gioire per il bene altrui, magari decidendo di abbinare ad una purificazione mentale anche una corporea, assumendo tisane depurative o praticando un breve digiuno, così da lasciar andar i pesi dell’inverno ed essere puliti e puri per affrontare una nuova nascita e con essa un nuovo ciclo vitale.